Il Beowulf è un poema epico redatto in inglese antico e datato attorno alla metà del VIII secolo. Di autore anonimo, il manoscritto è composto da ben 3.183 righe che lo rendono il più lungo poema in anglosassone conosciuto. L’originale, parte del Codice Nowell, è custodito presso la British Library di Londra. Per lungo tempo il Beowulf è stato noto solo ai linguisti, come fonte per lo studio delle origini della lingua inglese. La svolta venne nel 1936 quando J.R.R. Tolkien pubblicò Beowulf: the Monsters and the Critics. Il professore di Oxford si scagliava contro i critici dell’epoca, incolpandoli di aver deliberatamente ignorato i pur importanti elementi fantastici e letterari del poema, relegandolo a sola fonte di ricerca linguistica e storica. Come in seguito riconosciuto dai maggiori studiosi, si trattò di un testo fondamentale: Beowulf usciva dalla nicchia in cui era stato relegato per diventare, col tempo, una delle rarissime epiche anglosassoni.
Per stessa ammissione dell’autore (si vedano ad esempio le Lettere, #25) l’opera di Tolkien fu fortemente influenzata dal Beowulf. D’altra parte egli ne curò ben due traduzioni, una in versi e l’altra in prosa, poiché non riteneva degne quelle dell’epoca. Nessuna tuttavia lo soddisfò completamente e i due lavori non vennero mai pubblicati. Fino a pochi anni fa ne pareva imminente l’uscita in una edizione curata da Michael C. Drout ma divergenze tra curatore ed editore fermarono il progetto.
L’occasione per ricordare la vicenda del Beowulf e il suo rapporto con Tolkien viene dalla pubblicazione italiana di Beowulf. L’eroe, il mostro e il drago. Questo adattamento per ragazzi del Beowulf, il primo di questo genere in Italia, è una bella iniziativa di Nuove Edizioni Romane. Completato da alcune appendici, tra cui una tavola storica sul mondo anglosassone, il volume è arricchito dalle illustrazioni di Eva Rasano. L’autore, Kevin Crossley-Holland, non è nuovo a opere di questo genere. Ha rielaborato tra gli altri il ciclo di Re Artù (edito in Italia da Salani), vincendo il Guardian Children’s Fiction Prize nel 2001. I suoi libri, molto apprezzati da pubblico e critica, sono stati tradotti in ventuno lingue, e hanno ricevuto premi prestigiosi, tra i quali la Carnegie Medal britannica nel 1985. La stessa casa Nuove Edizioni Romane conosce il mestiere: ha pubblicato in passato una collana di adattamenti per ragazzi di opere della grande letteratura internazionale: Gilgamesh, Dante, Shakespeare.
