Collezionando J.R.R. Tolkien

La trasmissione del pensiero e la numerazione degli elfi (Marietti, 2008)

In Studi e Saggi on 26 ottobre, 2008 at 10:03 am

La collana Tolkien e Dintorni di Marietti Editore si sta rivelando sempre più uno scrigno di cose preziose. Dei primi due titoli e della loro importanza abbiamo riferito in passato. Recentemente è uscito Narnia e oltre, I romanzi di C.S. Lewis di Howard Thomas. L’ormai imminente mese di novembre vedrà la pubblicazione del prossimo titolo della collana: La trasmissione del pensiero e la numerazione degli elfi, una illuminata scelta di testi dello stesso J.R.R. Tolkien.

La trasmissione del pensiero e la numerazione degli elfi, Marietti 2008

La trasmissione del pensiero e la numerazione degli elfi, Marietti 2008

Tolkien scrisse innumerevoli saggi su temi legati alla Terra di Mezzo, studi che spaziano dall’origine degli orchi al tema della morte, dalla forma del mondo all’inizio dei tempi alle leggi e costumi degli elfi. Molti di questi lavori confluirono nella monumentale History of Middle Earth curata dal figlio Christopher, non tutti però. I testi inclusi in questa selezione, inediti nel nostro paese, sono stati pubblicati per la prima volta dalla rivista americana Vinyar Tengwar. Grazie all’iniziativa di Marietti li vedremo per la prima volta in volume unico, corredati dall’importante apparato critico degli americani Carl Hostetter e Patrick Wynne che già li aveva impreziositi sulla rivista americana.

I curatori Roberto Arduini e Claudio Testi, nella loro introduzione, ci fanno sapere che il libro “farà scoprire al pubblico italiano tutta l’inimmaginabile accuratezza sub-creativa dell’autore de Il Signore degli Anelli“.  Dalla lettura di questi testi emerge “la profondità delle speculazioni dell’autore, la cui fama di essere stato troppo pigro per pubblicare nuove storie e troppo distratto per dedicarsi agli studi accademici, è in realtà un’idea superficiale che non tiene conto del metodo di scrittura di Tolkien, né della sua continua attenzione alla coerenza interna dei suoi testi. Proprio queste caratteristiche hanno reso la Terra di Mezzo un mondo vivo, sfaccettato, a tutto tondo, che affascina a ogni nuova lettura.” Per farci una idea più precisa di cosa ci aspetta vediamo più da vicino alcuni di questi testi.

Negli anni 1959-60 Tolkien, rinfrancato dal successo de Il Signore degli Anelli, conosce un periodo creativo straordinario che lo porta a scrivere molti saggi sui numerosi dettagli della Terra di Mezzo. L’Osanwe-kenta (elfico per “investigazione sull trasmissione del pensiero”) era pensato come appendice al lungo Quendi and Eldar,  saggio linguistico sull’origine e il significato dei vocaboli elfici. Tolkien immagina l’Osanwe-kenta come il riassunto a opera di anonimo di un lavoro con egual titolo scritto da Pengoloð, eminente linguista elfico di Gondolin che nell’originale concezione tolkieniana è autore tra l’altro di gran parte del materiale del Silmarillion. L’Osanwe è diviso a sua volta in cinque sezioni nelle quali si rintracciano molti spunti di profonda riflessione; tra gli altri i curatori menzionano la distinzione tra apertura e volontà attiva di ascoltare, il ruolo del linguaggio nel processo comunicativo-sensorial-percettivo, il riferimento alla rete di falsità generate da una semplice frase (identica al celebre paradosso logico del Mentitore), l’analisi teologica e psicologica del benevolo comportamento dei Valar (unica via per debellare autenticamente il male).

Note su Óre è un testo che mette in luce l’originale metodo con il quale Tolkien si dedica alla sub-creazione, processo che inizia dalle singole parole dietro le quali l’autore scopre una realtà “concreta” ricca di significati e di storie da raccontare. In questo caso egli studia l’etimologia di óre, termine glossato ne Il Signore degli Anelli con “cuore” anche se il significato non corrisponde a nessuno degli usi correnti della parola. Il processo induce l’autore a riflettere sull’immortalità degli elfi (la loro vita cesserà solo al cessare del loro mondo), a come una vita rivolta a un futuro indefinito li porti a guardare con rimpianto al passato e, infine, a come tutto ciò permetta loro di prestare attenzione all’óre, “facoltà grazie alla quale nella mente affiorano (anche nel sonno) sensazioni profonde e vere, alle volte provenienti dai Valar o dallo stesso Eru. Non si tratta quindi di impulsi fisici legati al corpo, ma emozioni che risiedono e si percepiscono nell’anima.” Non male, per una parolina di sole tre lettere.

Tra gli altri testi accenniamo al Problema di Lhûn, “emblema di come di come Tolkien tornasse ripetutamente sui suo scritti, modellando continuamente i termini linguistici per renderli coerenti con tutto il corpus dlle sue opere”. Il saggio è dedicato al termine che da il nome a un fiume della Terra di Mezzo. Tolkien infatti non riuscì, malgrado numerosi tentativi, ad armonizzare “Lhûn” con la lingua Sindarin. Infine l’autore risolse il problema ipotizzando che il termine fosse “probabilmente… l’alterazione di un nome della lingua dei Nani”.

  • J.R.R. Tolkien,
  • La trasmissione del pensiero e la numerazione degli elfi
  • Marietti Editore, collana “Tolkien e Dintorni”
  • Prezzo: € 18,00
  • Pagine: 170
  • Data di pubblicazione: novembre 2008
  • ISBN: 8821185745
  • ISBN-13: 9788821185748

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