A proposito de Il Fuoco Segreto di S. Caldecott, ne segnaliamo la recensione a cura di Wu Ming 4. Pubblicato su l’Unità del 1 aprile scorso, l’articolo è ora disponibile sul sito dell’autore. Non ci sembra che il lavoro di Caldecott sia stato molto apprezzato da chi, tra i membri del collettivo Wu Ming, è senz’altro il più interessato a Tolkien:
L’opera di Tolkien, e in particolare Il Signore degli Anelli, viene vivisezionata per scovare dietro ogni personaggio un corrispondente evangelico, dietro ogni ricorrenza un simbolo cristiano. Caldecott si impegna a dimostrare come la dama elfica Galadriel simboleggi la Madonna, Frodo sia una figura pseudo-cristologica e lo stregone Radagast richiami niente meno che San Francesco. Ogni aspetto del romanzo è ricondotto al quadro di una più vasta visione teosofica di matrice neoplatonica e cattolica, di cui Tolkien diventa il vate.
Chissà se quando il vecchio professore scrisse che “Il Signore degli Anelli è fondamentalmente un’opera religiosa e cattolica”, poteva immaginare che mezzo secolo più tardi il suo ammiratore l’avrebbe paragonato a San Filippo Neri.
La recensione completa potete leggerla qui.
Tolkien è presente spesso nelle elucubrazioni che WM4 (ri)propone sul suo sito Stella del Mattino. Da tempo apettavamo l’occasione propizia per segnalare l’ottimo Da Camelot a Damasco, una riflessione sulle “influenze letterarie e persistenza del mito nella costruzione dell’icona di Lawrence d’Arabia” nella quale il professore oxfordiano ha un ruolo importante. Un altro pezzo di grande interesse e suggestione è Un giorno a Maldon: il campo di battaglia e la parola magica, quest’ultimo pubblicato su Carmilla on line.
