Collezionando J.R.R. Tolkien

Archive for the ‘Documenti’ Category

I libri di Tolkien in versione eBook

In Documenti on 21 aprile, 2009 at 4:13 pm

HarperCollins se è aggiudicata i diritti per vendere in tutto il mondo le versioni elettroniche di tutti i maggiori lavori di J.R.R. Tolkien. Sono già disponibili su Amazon.com titoli come The Lord of the Rings, The Hobbit, The Children of Hurin. A quanto pare si tratta di eBooks protetti con DRM, quindi non liberamente copiabili. I libri sono compatibili col Kindle di Amazon.

Sottobanco versioni elettroniche dei lavori di Tolkien erano disponibili da tempo, alcune anche in italiano. Per lo studioso così come per l’appassionato i testi in formato elettronico sono senz’altro di grande utilità per consultazioni veloci e, soprattutto, per le ricerche mirate.

Wu Ming 4 su Il Fuoco Segreto, e altre storie

In Documenti on 6 aprile, 2009 at 4:30 pm

A proposito de Il Fuoco Segreto di S. Caldecott, ne segnaliamo la recensione a cura di Wu Ming 4. Pubblicato su l’Unità del 1 aprile scorso, l’articolo è ora disponibile sul sito dell’autore. Non ci sembra che il lavoro di Caldecott sia stato molto apprezzato da chi, tra i membri del collettivo Wu Ming, è senz’altro il più interessato a Tolkien:

L’opera di Tolkien, e in particolare Il Signore degli Anelli, viene vivisezionata per scovare dietro ogni personaggio un corrispondente evangelico, dietro ogni ricorrenza un simbolo cristiano. Caldecott si impegna a dimostrare come la dama elfica Galadriel simboleggi la Madonna, Frodo sia una figura pseudo-cristologica e lo stregone Radagast richiami niente meno che San Francesco. Ogni aspetto del romanzo è ricondotto al quadro di una più vasta visione teosofica di matrice neoplatonica e cattolica, di cui Tolkien diventa il vate.

Chissà se quando il vecchio professore scrisse che “Il Signore degli Anelli è fondamentalmente un’opera religiosa e cattolica”, poteva immaginare che mezzo secolo più tardi il suo ammiratore l’avrebbe paragonato a San Filippo Neri.

La recensione completa potete leggerla qui.

Tolkien è presente spesso nelle elucubrazioni che WM4 (ri)propone sul suo sito Stella del Mattino. Da tempo apettavamo l’occasione propizia per segnalare l’ottimo Da Camelot a Damasco, una riflessione sulle “influenze letterarie e persistenza del mito nella costruzione dell’icona di Lawrence d’Arabia” nella quale il professore oxfordiano ha un ruolo importante. Un altro pezzo di grande interesse e suggestione è Un giorno a Maldon: il campo di battaglia e la parola magica, quest’ultimo pubblicato su Carmilla on line.

Endòre vive! E’ disponibile il nuovo numero 11/2009

In Documenti, Studi e Saggi on 10 marzo, 2009 at 10:01 am

Poco più di un ann0 fa annunciavamo l’uscita dell’ultimo numero di Endòre (10/2008). In quella occasione il curatore Franco Manni annunciava che rinunciava alla pubblicazione della rivista in formato cartacea. Malgrado l’intenzione dichiarata di proseguire l’esperienza in forma diversa, probabilmente elettronica, più di una preoccupazione era serpeggiata tra gli affezionati lettori di vecchio conio.

Endòre 11/2009.<b> Illustrazione di copertina

Endòre 11/2009. Illustrazione di copertina

Da allora nessuna notizia, solo un rumoroso silenzio che portava qualcuno a immaginare il peggio… finchè qualche settimana fa il buon Manni non ci ha contattato per farci sapere che il numero 11 del 2009 era quasi pronto per la pubblicazione! A partire da questo numero Endòre è dunque una rivista online, gratuita e liberamente consultabile sul sito della rivista. Per altro già da tempo erano stati  messi online i contenuti dei primi numeri, quelli ormai esauriti in versione cartacea. Riportiamo il sommario del nuovo numero, che si presenta piuttosto ricco di contenuti gustosi:

Editoriale

1. Diffusioni e influenze, a cura di Endòre

Articoli

1. Fingolfin, il più valoroso re dei Noldor, di Vincenzo Gatti
2. Gli eserciti di Mordor. Prime note per la ricostruzione dell’immagine del nemico nel Signore degli Anelli, di Simone Bonechi
3. Il problema del Male nells sub-creazione Tolkieniana – Parte Quinta, di Alberto Quagliaroli
4. J.R.R. Tolkien e Kentaro Miura: due universi fantasy a confronto, di Claudio Cordella

Forum

1. Da Marietti 1820 un gruppo di studio su J.R.R. Tolkien, di Roberto Arduini
2. Saruman il… Tricolore, di Filippo “Jedifil” Rossi
3. Errata Corrige a “Tolkien, l’analogia e la verità delle fiabe” (di Claudio Testi, Endòre #10)
4. Finalmente pubblicati gli atti del convegno di Birmingham, a cura di Endòre
5. Tavola rotonda – La missione della Compagnia dell’Anello, a cura di Endòre

Fiction

1. La Dama di Lago Lungo, di Alex Lewis
2. Nebbia sui Tumulilande I, di Enrico Imperatori
3. Nebbia sui Tumulilande II, di Enrico Imperatori
4. Nella casa di Tom Bombadil, di Enrico Imperatori

Recensioni

1. The Evolution of Tolkien’s Mythology (E. A. Wittingham), di Simone Bonechi
2. Roots and Branches (Tom Shippey), di Franco Manni
3. Schegge di Luce (Verlyn Flieger), di Davide Cattaneo

Rubriche

1. Mathom: I Figli di Hurin, di Riccardo Moretti
2. Minas Tirith: La Terra di Mezzo e la scienza, di Beppe Roncari
3. La Biblioteca di Hobbiville, di Enrico Imperatori

Girsa

1. Il Debito di Arvedui, di Manuel Pirino e Valerio Salvini

Speriamo presto in una riorganizzazione del sito della rivista, che tutto è men che ben organizzato e accattivante. Ma vista la situazione di (apparente) stallo in cui ci trovavamo solo l’anno scorso, ciò che conta sono senz’altro i contenuti. E quelli non mancano.

Black & White Ogre Country, intervista a Jef Murray

In Documenti on 15 gennaio, 2009 at 9:25 am

Il sito Tolkien Library propone una intervista a Jef Murray, illustratore del libro Black & White Ogre Country, the lost tales of Hilary Tolkien di cui vi abbiamo riferito qualche giorno fa. Il colloquio non è confinato ai soli aspetti artistici (il libro contiene circa 50 illustrazioni originali); l’artista si prodiga in dettagli sui contenuti del libro e conferma il progetto di un secondo volume, una raccolta di lettere, foto e altro materiale inedito riguardante i fratelli Tolkien.

F come Fantasy

In Documenti on 22 dicembre, 2008 at 3:53 pm

F come Fantasy è il titolo del “Dossier Fantasy” uscito su l’Unità del 19 dicembre scorso. Nel pezzo di apertura Anna Maria Lorusso si domanda:

Ma cosa tiene insieme Terry Pratchett, Christopher Paolini, J.K. Rowling, J.R.R.Tolkien e Licia Troisi? Sono davvero così simili i loro romanzi? O forse il fantasy di oggi è cambiato e Brisingr è tutt’altra cosa dal Signore degli Anelli?

Inizio promettente. Peccato che la questione, senz’altro impegnativa, venga del tutto ignorata nel seguito dell’articolo. Al contrario Lorusso si impegna a mettere in luce ciò che, a suo parere, i romanzi ascrivibili al genere fantasy avrebbero in comune. Nel procedimento inciampa in una serie di imprecisioni o, per dirla in maniera politicamente scorretta, banali luoghi comuni. A questa prima parte dell’articolo è dedicata una brillante risposta di Saverio Simonelli su La Compagnia del Libro.

La seconda parte del pezzo è francamente sconcertante. Ci si avventura nel tentativo di individuare similitudini e differenze tra genere fantasy e, udite udite, reality show televisivi. Avevate mai notato che

Dietro l’apparente opposizione (un genere che trasforma la finzione in realtà e l’altro che trasforma la realtà in finzione), forse c’è più di un punto in comune: il percorso di formazione, ad esempio (tutti si temprano, tanto sull’Isola quanto nella Terra di Mezzo); la fortissima polemizzazione della realtà (mors tua, vita mea, sempre); la semplificazione e l’estremizzazione delle passioni (non ci sono tante sfumature, in questi mondi)

Di percorsi di formazione è infarcita la letteratura tutta. Il tema della formazione individuale (e non di rado collettiva) è un vero e proprio caposaldo, un ingrediente del brodo primordiale letterario, un classico a prescindere dal genere a cui si volga lo sguardo. Ci sfugge cosa si intenda precisamente, in riferimento al genere fantasy, per “fortissima polemizzazione della realtà”. Si potrebbero citare innumerevoli testi, classici e non, che della critica alla realtà fanno il loro asse portante. Per manifesta ignoranza poi non tentiamo neppure di comprendere in cosa i reality shows polemizzino con la realtà. Sulla presunta mancanza di sfumature issiamo bandiera bianca, rinviando alla già citata nota di Simonelli. Lorusso non si limita alle similitudini. Annota anche alcune differenze, piuttosto nette:

il mondo fantasy è un mondo assiologizzato (c’è il Bene e c’è il Male), quello dei reality no (tutto dipende, dal momento, dal contesto, da come le cose sono andate….). Il mondo fantasy sa cosa si deve fare, nel reality l’importante è sopravvivere. Uno è religioso insomma, l’altro è darwiniano.

Addirittura. Ci pare insomma che non solo non si risponda alla domanda iniziale (il fantasy è cambiato, e in che modo, rispetto ai classici che definirono il genere?) ma nemmeno si individuano correttamente gli elementi comuni al (supposto) genere. Ci domandiamo infine perchè si senta la necessità di accostare un genere letterario a un certo tipo di produzione televisiva. Che non si tratti di un semplice pretesto, di un trucco giornalistico predisposto per attirare l’occhio e dunque l’attenzione del distratto lettore? O si vuol forse suggerire, inconsciamente o meno, che i target di riferimento dei due prodotti sono gli stessi?

A salvare il salvabile ci pensa Roberto Arduini nei due interventi successivi. Spicca l’intervista a Gianfranco Manfredi nella quale si fa il punto sul recente fenomeno adolescenzial-vampiresco-letterario. L’argomento è affrontato senza il benché minimo timore reverenziale nei confronti dei classici (“Dracula di per sé è finito. Il romanzo di Stoker è illeggibile per i ragazzi di oggi.”). Manfredi tra l’altro offre anche una risposta – indiretta e involontaria -  alla mania classificatoria di Lorusso:

Da più di vent’anni i generi si sono talmente incrociati e sovrapposti che nessun genere può più essere considerato «puro». Il vero limite oggi non è di genere, ma stilistico. Chi si rivolge a lettori immaturi, tende a un linguaggio basic. Chi si sente più stimolato dai cosiddetti lettori forti, è sempre alla ricerca di uno stile di scrittura adeguato ai tempi.

Tolkien in Brasile

In Documenti on 20 novembre, 2008 at 10:25 am

Con le storie e gli aneddoti sulle tante traduzioni del Signore degli Anelli ci si potrebbe scrivere un libro. Questa è stata la prima considerazione che ci è passata per la testa leggendo La mia esperienza di traduzione de Il Signore degli Anelli, il breve racconto della traduttrice della prima edizione brasiliana del libro, Lenita Maria Rimoli Esteves.

L'edizione brasiliana del <i>Signore degli Anelli</i>

Edizione brasiliana del Signore degli Anelli

Al contrario di quanto accadde per la traduzione italiana (le cui vicissitudini sono state ben narrate dagli stessi protagonisti, Vittoria Alliata di Villafranca e Quirino Principe) da questo ricordo brasiliano non sembrano emergere particolari difficoltà nel lavoro di traduzione, svolto tra l’altro da un gruppo ben composto e affiatato. Ciò che pare accumunare le due vicende è piuttosto il leitmotiv del difficile e poco appagante mestiere del traduttore: il dilemma del vil denaro. Ancora nella sua più recente intervista (Stilos, inserto del quotidiano La Sicilia, anno IV n. 2 del 2002) la stessa Alliata non può fare a meno di farne cenno.

Ciò che Tolkien mi ha insegnato sulla Battaglia della Somme

In Documenti on 25 agosto, 2008 at 3:39 pm

Su Cutting Edge viene pubblicato oggi un articolo dello storico Sir Martin Gilbert, autore di oltre 80 libri nonchè biografo ufficiale di Winston Churchill. Quarantaquattro anni fa Sir Martin era un giovane e aitante professore al Merton College di Oxford, dove ebbe occasione di incontrare più volte J.R.R. Tolkien. A quanto pare l’argomento principale delle loro discussioni fu l’esperienza vissuta da Tolkien nel corso della Prima Guerra Mondiale e in special modo durante la Battaglia della Somme. Dal punto di vista biografico l’articolo non sembra rivelare niente di nuovo su Tolkien, tuttavia è a suo modo interessante, se non altro perchè è raro al giorno d’oggi scovare testimonianze dirette e inedite di incontri col Professore di Oxford.

Pauline D. Baynes (1922-2008)

In Collezionismo, Documenti on 6 agosto, 2008 at 2:56 pm

Venerdì scorso è venuta a mancare Pauline Baynes. Tra i più grandi illustratori di libri per ragazzi del ventesimo secolo, fu la prediletta di J.R.R. Tolkien e di C.S. Lewis. Ai due Inklings la Baynes deve probabilmente fama e brillante carriera.

Nel 1948 Tolkien si trovava a dover scegliere le illustrazioni per il suo Farmer Giles of Ham di prossima pubblicazione. Gli furono proposti diversi artisti ma nessuno lo soddisfece appieno. Il professore – a sua volta disegnatore provetto – sapeva essere molto esigente in tema di illustrazioni. Una serie di bozzetti dell’allora semi sconosciuta Pauline Baynes colpirono la sua attenzione tanto da fargli annotare: “Non si tratta di semplici illustrazioni ma di un vero e proprio tema collaterale!”. In seguito raccontò divertito l’opinione di alcuni amici secondo i quali le illustrazioni avevano ridotto il testo a un semplice commentario alle immagini. Per Tolkien la Baynes illustrò tra l’altro The Adventures of Tom Bombadil, Smith of Wootton Major, la copertina di almeno una edizione di The Hobbit, diverse mappe della Terra di Mezzo, la sovracoperta della prima edizione paperback in volume unico di The Lord of the Rings.

Tuttavia Pauline Bayens è celebre nel mondo come illustratrice delle Leggi il seguito di questo post »

Ritorno al passato: i campi hobbit

In Documenti on 6 maggio, 2008 at 8:27 am

Si è già scritto molto della “annessione” di Tolkien tentata dalla destra italiana nella seconda metà degli anni 70 del secolo scorso. Si trattò di un fenomeno tipicamente italiano, di un avvenimento che contribuì alla emarginazione del professore oxfordiano dall’ambito accademico nonché dai salotti e circoli letterari dell’epoca. E’ pur vero che la conseguente polemica politica e culturale contribuì non poco a fama e diffusione del Signore degli Anelli in Italia. Non certo del tipo di fama anelata dall’autore si trattò, in ogni caso fu un momento significativo della vicenda editoriale del Signore degli Anelli nel nostro paese.

Somma espressione di quel periodo furono i famosi (o famigerati, a seconda dei punti di vista) campi hobbit, veri e propri campeggi a tema organizzati dai giovani che in quei turbolenti anni si identificavano con la destra italiana. A trenta anni di distanza da quegli avvenimenti è stata pubblicata una intervista a Umberto Croppi, all’epoca uno dei principali organizzatori dei campi hobbit. Pur non aggiungendo molto a quel che già si sapeva il documento consente di cogliere una occasione non comune: osservare quegli avvenimenti dal punto di vista di chi vi era attivamente coinvolto e ora, a distanza di tanto tempo, li ricorda non senza un certo disincanto.

Tolkien protagonista di un romanzo? Ecco la conferma (e il libro)

In Documenti on 23 aprile, 2008 at 3:52 pm

Lo scorso gennaio azzardavamo l’ipotesi che il prossimo romanzo solista di Wu Ming 4 avrebbe annoverato tra i protagonisti nientemeno che J.R.R. Tolkien. I Wu Ming avevano lasciato cadere qua e là come briciole polliciniane nomi ben noti della letteratura e della storia inglese del XX secolo. Seguendo la traccia eravamo giunti a confrontare le biografie giovanili di Lawrence d’Arabia, J.R.R. Tolkien e Robert Graves notando alcune sorprendenti coincidenze. In seguito lo stesso autore aveva confermato la notizia in via confidenziale. Stella del mattino, questo il titolo del romanzo, è in uscita il prossimo 29 aprile per i tipi della Einaudi. Dalle note di copertina apprendiamo che anche C.S. Lewis è della partita:

Oxford, 1919. Il Primo conflitto mondiale è appena terminato e una schiera di giovani reduci torna sui banchi universitari. Le ombre dei compagni morti popolano le loro notti, la routine accademica non ha risposte da offrire all’orrore vissuto al fronte. Da un giorno all’altro l’austera quiete dei college è turbata dall’arrivo di T. E. Lawrence, il leggendario «Lawrence d’Arabia». Partito da Oxford come archeologo e divenuto ispiratore della rivolta araba contro i turchi, l’uomo d’azione ha ora un nuovo incarico: scrivere il memoriale della propria impresa. Mentre i ricordi prendono vita, la saga di «Lord Dinamite» si alterna alle vicende di tre sopravvissuti al massacro: John Ronald Reuel Tolkien, filologo e scrittore di racconti; Clive Staples Lewis, studente di lettere che dalla guerra ha avuto in dono una doppia vita; Robert Graves, poeta che tenta invano di affrancare i propri versi dall’incubo delle trincee. L’incontro con Lawrence cambierà per sempre le loro vite, costringerà ognuno a confrontarsi con i propri fantasmi e sarà il punto d’origine di nuove memorabili storie.

L’autore ha dedicato al romanzo un intero sito che pur se in fase germinale si annuncia ricco di informazioni, anticipazioni e notizie sulle origini del racconto. Segnaliamo il notevole Come nasce Stella del mattino che raccontando la genesi dell’opera non manca di introdurre ognuno dei protagonisti. Interessante (e scaltra) la scelta di farci incontrare Lewis, Tolkien e Graves in gioventù, nel periodo degli studi oxfordiani. Una fase della loro vita sconosciuta ai più e piena di opportunità per un narratore che desideri creare “un’opera di fantasia basata sulla documentazione storica”. Il professore di Oxford deve aver dato più di qualche grattacapo all’autore:

[...] Tolkien era il personaggio meno avventuroso e plateale, un tipo tranquillo, tutto in superficie, e per questo è stata una bella sfida ricavare anche per lui un plot che fosse avvincente, una parabola compiuta. In sostanza ho immaginato le avvisaglie di una patologia post-traumatica che mettesse a repentaglio il suo quieto vivere. Come prendere un borghese piccolo e conservatore e metterlo davanti all’imponderabile, all’inconscio, ai fantasmi.

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