Grazie a una donazione record di ben 5 milioni di sterline la Bodleian Library potrà finalmente esporre al pubblico la sua incredibile collezione di manoscritti originali e libri rari. Secondo Julian Blackwell, presidente delle librerie Blackwell nonchè dispensatrice della generosa donazione, quella della Bodleian è la più importante collezione universitaria al mondo. Tra le gemme più preziose una delle otto copie esistenti della Bibbia di Gutenberg (il primo libro stampato al mondo), il manoscritto del Frankestein di Mary Shelley, alcune copie originali della Magna Charta (13° secolo) e innumerevoli manoscritti di grandi classici della letteratura.
Secondo le agenzie la Bodleian sarebbe in possesso anche dei manoscritti originali del Signore degli Anelli e de Lo Hobbit. La notizia ci ha sorpreso. Ci risulta infatti che questi manoscritti siano di proprietà della Marquette Univesity e non della libreria della Oxford University. Avevamo raccontato la vicenda dei manoscritti del Signore degli Anelli tempo fa, in occasione del cinquantenario della Tolkien Collection. In quel post menzionavamo anche la Bodleian Library poiché, in effetti, la prestigiosa istituzione è a sua volta proprietaria di importanti manoscritti tolkieniani: il Silmarillion, Leaf by Neaggle e diversi lavori accademici del professore di Oxford.
Ad aver indotto in errore i redattori delle agenzie di stampa internazionali potrebbe essere stata la stessa Wikipedia che, nella pagina sulla Bodleian Library, accenna ai manoscritti del Signore degli Anelli in maniera piuttosto vaga, per non dire confusa. Questo episodio non fa che confermare quel che da tempo viene denunciato da più parti: le notizie, anche quelle riportate dai mezzi stampa più autorevoli, raramente vengono verificate e approfondite. Il copia & incolla è pratica universalmente diffusa. Nei prossimi giorni i quotidiani di mezzo mondo riporteranno la notizia dell’ormai imminente esposizione al pubblico dei manoscritti de Il Signore degli Anelli e de Lo Hobbit. Sta succedendo anche mentre scriviamo. La notizia è già diffusa e discussa da siti dedicati a Tolkien. La voce si sta spargendo in mailing lists e newsgroups e viene prontamente rilanciata da altri siti di informazione internazionale.
Tutto questo non riduce in alcun modo l’importanza della notizia: grazie alla futura Blackwell Hall (intitolata alla donatrice) visitatori da ogni angolo del mondo potranno ammirare incunaboli, pergamene, manoscritti e libri unici finora riservati al solo sguardo degli studiosi.