Collezionando J.R.R. Tolkien

Terra di Mezzo 22

In Documenti on 29 gennaio, 2007 at 10:48 am

tdm22.jpgFinalmente ho trovato il tempo per leggere con calma Terra di Mezzo 22, l’ultimo numero della rivista della Società Tolkieniana Italiana. Apprezzata novità la scelta di separare l’Eco della Contea, rubrica “spiritosa” aggiunta solo di recente, dal corpo principale della rivista. Temo si tratti di una eccezione (l’indice della rivista riporta l’Eco a pagina 41 e le pagine del libretto stesso proseguono la numerazione della rivista), mi auguro diventi una consuetudine. Questa soluzione infatti rende la rivista più omogenea e coerente, donando allo stesso tempo visibilità e vita propria all’Eco, che potrà essere letto e conservato… o accantonato comodamente. I contenuti della rivista sono al solito piuttosto eterogenei. Segnalo in particolare due articoli.

La prima parte di Tom Bombadil. Dalla natura alla naturalezza dell’ottimo Giacomo Bencistà, che già aveva colpito nel segno con un bell’articolo sul Fattore Maggot nel numero precedente della rivista. Qualunque “pezzo” su Tom rischia di cadere facilmente nella trappola del già visto e già sentito. Saggi e articoli su questo sfuggente personaggio del Signore degli Anelli si contano ormai a dozzine. L’articolo elude il rischio evitando fantasiose ipotesi e facili speculazioni, riportando l’attenzione ai testi e alle parole dell’Autore. Seguendo il filo di Arianna teso da Giacomo e lasciandosi condurre tra passi acutamente selezionati dal Signore degli Anelli, dalle Lettere e altri libri si scoprirà la profondità di due personaggi (Tom e Baccador sua consorte) che spesso appaiono, soprattutto in prima lettura, stravaganti e fuori contesto, tutto sommato irrilevanti rispetto al racconto principale. E’ piacevole infine quel sottile senso di impazienza misto a curiosità cui il lettore viene abbandonato, in attesa della seconda parte.

Bella sorpresa (alla luce dei parallelismi tra Buzzati e Tolkien di cui abbiamo già scritto) anche l’accurato Il Segreto del Bosco Vecchio. Surrealismo e tradizione di Damiano Frascarelli. Nella prima parte vengono evidenziate le affinità tra i due autori: anagrafiche, artistiche, l’attenzione alla letteratura per l’infanzia e fantastica, il loro porsi al di fuori degli schemi. Interessante, in proposito, la nota sul comune giudizio che parte della critica del tempo espresse sulla loro opera. Nella seconda parte si tracciano i tratti in comune tra Il Segreto del Bosco Vecchio e il Signore degli Anelli. Sorprendente il legame tra Ent e geni buzzatiani, soprattutto tenendo conto della reale natura dei Pastori degli Alberi tolkieniani, rivelata nel Silmarillion e forse ignorata da Frascarelli. Nel testo, evidenzando affinità e differenze tra le due entità, Frascarelli sottolinea come i geni siano veri e propri spiriti degli alberi laddove gli Ent, al contrario, sarebbero creature senzienti dotate di vita propria. In una nota (14) egli segnala quindi la Lettera 247, nella quale Tolkien riferisce della credenza di Galadriel e altri: gli Ent sarebbero in realtà spiriti mandati ad abitare negli alberi dai Valar. Se questa credenza corrispondesse a realtà, viene fatto giustamente notare, ci troveremmo di fronte a una ben più forte similitudine tra Ent tolkieniani e geni buzzatiani. Ebbene, la lettera 247 venne scritta il 20 settembre 1963. In quel tempo il Silmarillion non era ancora alle stampe, Tolkien vi lavorava da anni e sarebbe stato pubblicato solo nel 1977. E’ evidente come nella lettera Tolkien faccia riferimento al contenuto del capitolo Aule e Yavanna del Silmarillion, probabilmente già redatto all’epoca, ma al quale egli non poteva far riferimento: quel materiale sarebbe divenuto pubblico solo quattordici anni dopo. Vediamo, dunque, la genesi degli Ent secondo il Silmarillion:

[Manwe disse] “Mirate! Allorchè i Figli si desteranno, anche il pensiero di Yavanna si desterà, e convocherà spiriti da lungi, ed essi andranno tra i kelvar [animali] e gli olvar [piante], e alcuni di essi saranno riveriti e la loro giusta collera temuta. […]”. Allora Yavanna fu lieta, e si levò alzando le braccia ai cieli, e disse: “Alti cresceranno gli alberi di Kementari, tanto che le Aquile del Re vi possano abitare!”. […] “No,” disse [Manwe] “soltanto gli alberi di Aule saranno abbastanza alti per questo. Tra i monti le Aquile abiteranno, e udranno le voci di coloro che ci invocano. Ma nelle foreste s’aggireranno i Pastori degli Alberi.” Poi Manwe e Yavanna si separarono, e Yavanna tornò da Aule […] “Eru è generoso” essa disse. “Che i tuoi figli stiano vigilanti! Perchè per le foreste s’aggirerà una potenza di cui provocheranno l’ira a proprio rischio e pericolo.”

Come si vede probabilmente gli Ent tolkieniani erano alberi ‘infestati’ da spiriti, come i geni buzzatiani. Meno convincente, a mio modo di vedere, il parallelo tra il colonnello Procolo del Bosco Vecchio e Saruman: lo stesso Frascarelli, d’altra parte, lo riconosce. Sempre nelle note l’autore invita simpaticamente i suoi lettori a smentirlo: Buzzati lesse forse Tolkien? Impossibile, almeno al tempo del Bosco Vecchio, visto che il volume uscì nel 1935, quando nemmeno Lo Hobbit aveva ancora visto la luce. Che i due autori si siano influenzati direttamente appare davvero improbabile, anche se l’idea è senza dubbio affascinante.

Complimenti dunque allo staff della rivista che, dopo qualche numero piuttosto ‘incerto’ sembra (ri)trovare la giusta direzione di marcia.

  1. […] Società Tolkieniana Italiana, Terra di Mezzo (di questo saggio, qui in versione completa, abbiamo già scritto su Eldamar, […]

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